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Acqua pubblica: il lavoro di Caltagirone, Bellavia e Lo Presti al vaglio del Commissario dell’ATO Idrico



Di il 25 marzo 2015

La concretezza è una qualità che non ha dimostrato di possedere l’amministrazione Fantauzzo di fronte a problemi complessi come quello dell’acqua.

Acqua, acqua e sempre acqua. Tutti ne parlano, specie in campagna elettorale. Tutti la vorrebbero pubblica. Tutti condannano Girgenti Acque per la gestione scellerata, per le tariffe pazze ed esose, per i servizi scadenti. Ma nessuno, in concreto, sa o vuole trovare una soluzione per rescindere il contratto con Girgenti Acque e tornare ad una gestione pubblica, più equa e meno costosa di quella attuale.

Anche Fantauzzo ha tanto parlato di acqua in campagna elettorale. Ve lo ricordate il famoso pool di avvocati? E a dire il vero qualche mese fa, il Comune di Grotte insieme ad altri comuni agrigentini che hanno consegnato le reti a Girgenti Acque, hanno richiesto un parere ad uno studio legale pagandolo 40.000 euro . Pervenuto il parere, a Grotte si è convocato un Consiglio Comunale speciale nel quale, ignorato il parere, si è deciso di temporeggiare ancora, di aspettare la manna dal cielo: l’approvazione di una legge regionale che ponga fine al problema.

Ma non è la prima mossa politicamente poco comprensibile fatta da questa Amministrazione.
In passato era stata nominata una commissione formata dal Dott. Caltagirone, dal Bott. Bellavia e dal Dott. Lo Presti, che ha operato bene e a titolo gratuito, individuando le probabili inadempienze contrattuali compiute da Girgenti Acque e indicando al Sindaco la strada da seguire per rescindere i legami con la società di Campione.

Dott. Armando Caltagirone

Dott. Armando Caltagirone

Il pregevole lavoro svolto da questa commissione, purtroppo, non è stato adeguatamente preso in considerazione dall’Amministrazione Fantauzzo.

Dei documenti indicati nella relazione conclusiva della Commissione, documenti che il Comune di Grotte avrebbe dovuto richiedere a Girgenti Acque, ci risulta infatti che ad oggi non ci sia alcuna traccia.

Si trattava di documenti importanti come le fatture sul consumo di energia elettrica del depuratore di contrada “Cacarolli” (il depuratore di Grotte), dai quali si sarebbe potuto facilmente dedurre se il depuratore, in questi anni, è stato più o meno funzionante. E non si tratta di un aspetto marginale visto e considerato che , per contratto, se viene appurato che l’impianto non è stato in funzione per 3 giorni consecutivi per cause imputabili al gestore (Girgenti Acque), il Comune è legittimato a chiedere la rescissione del contratto.

Si può capire perché un lavoro così prezioso, svolto a titolo gratuito, è stato con troppa leggerezza cestinato?
Ma Sindaco ed amministratori e consiglieri vari, a parte le manifestazioni pubbliche che, per carità, vanno fatte, si può sapere da che parte stanno? Dalla parte di Girgenti Acque o dalla parte dei cittadini?
Noi, osservando quello che è accaduto in questi mesi, ci siamo fatti un’idea, che non è buona.

Ringraziamo Matteo Mangiacavallo, l’avv. Serra e i ragazzi all’ARS per la tempestività con cui hanno preso in carico il problema del depuratore di Grotte inviando subito una richiesta di accesso agli atti al Commissario Liquidatore dell’ATO Idrico Ag 9, sfruttando il lavoro svolto dalla Commissione nominata da Fantauzzo.

Di seguito pubblichiamo il documento integrale.

ARS- Richiesta accesso agli atti

ARS- Richiesta accesso agli atti

ARS- Richiesta accesso agli atti 2

ARS- Richiesta accesso agli atti 2

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