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E se Benigni fosse nato a Grotte? – PARTE PRIMA



Di il 18 dicembre 2014

Tasse, tasse e sempre tasse. Tutti in fila davanti all’Ufficio Tributi, armati di pazienza, cappotti e modelli F 24, per pagare le esose tasse di fine anno che Babbo Natale, con la complicità dell’amministrazione in carica, ogni anno consegna puntualmente sempre più care.
Errori, orrori ed errori su errori.  Cittadini in fila per farsi rettificare gli importi di tributi già versati (in estate), ma non conteggiati nel saldo finale da corrispondere (a dicembre). Superficialità,  troppa superficialità.

Tempo perso in file estenuanti nel freddo di un atrio, quello del palazzo comunale, che con l’approssimarsi delle scadenze fiscali viene percepito come un mostro affamato e insaziabile, ma non di panettoni.

Cittadini in fila nell'atrio del Palazzo comunale

Cittadini in fila nell’atrio del Palazzo comunale

Questa è l’immagine che offre l’esterno dell’Ufficio Tributi con decine di contribuenti in fila ordinata a raccontarsi gli errori commessi dalla GEFIL,   la società di software incaricata della gestione dei tributi.

Di chi è la colpa? Sicuramente non dei dipendenti comunali, vittime di questo sistema,  che con gentilezza si adoperano per correggere gli errori.  Di certo non è neanche colpa dei cittadini, chiamati a pagare a fronte di servizi sempre troppo scadenti.

Chi resta quindi? Chi portare sul banco degli imputati?
Ma di certo l’amministrazione comunale. Dopo gli errori di aprile commessi sempre dalla Gefil sulla TARES 2013, in cui, ricordiamo, erano stati scambiati capre per cavoli, e tassati i garage delle abitazioni non come pertinenze delle stesse bensì come seconde abitazioni, l’amministrazione avrebbe dovuto prendere dei seri provvedimenti nei confronti della società, affinché questi errori, queste mostruosità burocratiche non si ripetessero.  E invece, un semestre dopo, siamo di nuovo punto e a cap0.

Errori su errori. Bollette lievitate. Cittadini disturbati e incavolati, mentre le capre stanno a guardare.

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