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E se Benigni fosse nato a Grotte ? — Parte seconda



Di il 23 dicembre 2014

Caso Tre Sorgenti: Castronovo aveva ragione. Inutile e dannosa per il Comune la nomina di Cuffaro e la permanenza nel consorzio. Ma quanto ci è costato?

E se Benigni fosse nato a Grotte? Oggi probabilmente sarebbe un Consigliere di Amministrazione del Consorzio Acquedottistico Tre Sorgenti, in pseudo lotta con Girgenti Acque, per fare gli interessi di tutti i grottesi, compresi quelli di Paolino e Francesca.

Un anno fa, con un articolo uscito sul nostro sito (Caso Tre Sorgenti: va a vuoto il tentativo di Castronovo. Aristotele non si tocca) appoggiavamo la posizione del consigliere di maggioranza Piero Castronovo che durante una accesa seduta consiliare spiegava perché a suo avviso era meglio per Grotte uscire, e anche alla svelta, dal Consorzio Acquedottistico Tre Sorgenti.castronovo

E se Benigni fosse nato a Grotte? Oggi probabilmente sarebbe un Consigliere di Amministrazione del Consorzio Tre Sorgenti, consigliere nominato “strategicamente” dal sindaco Fantauzzo per portare Grotte fuori dal consorzio stesso, operando dall’interno, per recidere i patti galeotti stipulati dal Comune con la società consortile.

E se Benigni fosse nato a Grotte? Lavorerebbe duro quindi, per il bene dei grottesi, all’interno del Tre Sorgenti, di un consorzio definito, senza se e senza ma, “un “carrozzone mangiasoldi che fa pagare dazio ai cittadini grottesi”.(Cit: Paolino Fantauzzo, consigliere comunale)

Un anno fa, quindi, in attuazione di una personale strategia per recidere i legami con il Tre Sorgenti , il sindaco Fantauzzo si reca alla riunione dei Sindaci dei Comuni facenti parte del Consorzio, ma invece di manifestare la volontà di uscire da questo “carrozzone mangiasoldi”, torna a casa intascando la nomina nel CdA del Consorzio di Aristotele Cuffaro, grande esperto di diritto amministrativo e societario, nonché animatore della vita culturale grottese.

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Ma si sa la politica ha le sue buone ragioni che né Benigni, né noi, comuni cittadini, possiamo comprendere, ma solo ipotizzare.
Ipotizziamo allora che Aristotele Cuffaro sia un uomo di fiducia del Sindaco, che per lui si sia speso parecchio in campagna elettorale, e che adesso viene ricompensato?
Non lo sappiamo.
In ogni caso, che si sia trattato di una ricompensa o di una maldestra strategia, quel che è certo è che questa strategia o questo segno di gratitudine, andrà a pesare sul bilancio comunale, sui nostri soldi, sulle tasche dei cittadini grottesi.

Ma quanto ci è costato quest’anno in più di permanenza del nostro Comune all’interno del Consorzio?
Sappiamo solo che Grotte contribuisce e contribuirà per un 6% alle spese dell’ente.
I danni economici prodotti in questi anni, a cui si aggiunge quest’ulteriore anno di permanenza “strategicamente” voluto da Fantauzzo, si vedranno presto.

Ovviamente debiti e perdite non interessano i nostri images fantauzzoamministratori che non pagano di tasca propria, tanto che lo stesso Sindaco di Grotte, un anno fa, durante la seduta consiliare in cui si è votata la mozione per la fuoriuscita dal Consorzio, dichiarava: “ se c’è già stato un danno prodotto di 600, 700 mila euro per il Comune, alla fine il prolungamento di un anno, di sei mesi, di un giorno all’interno del Consorzio sarà cosa di poca entità rispetto al danno già causato”.

E si, sarà una cosa di poca entità: 30, 50, 60 mila euro in più? Chi lo sa?

Ma tutti i danni, prima o poi vengono al pettine. E questo danno, queste perdite, questi debiti per il comune di Grotte sono sempre più vicini e minacciosi.

Benigni permettendo, adesso vi raccontiamo una storia che tace sepolta negli uffici del Sindaco e del Consigliere di Amministrazione.

Il Tribunale Superiore delle acque pubbliche lo scorso ottobre ha rigettato il ricorso presentato dal Consorzio Tre Sorgenti contro Girgenti Acque, Il Consorzio di Ambito Ottimale di Agrigento, L’EAS e altri soggetti istituzionali.

Il ricorso presentato dal Tre Sorgenti mirava ad ottenere l’annullamento di una nota emanata nel 2009 dal Consorzio d’Ambito Agrigento 9 avente ad oggetto “consegna al soggetto gestore delle infrastrutture riguardanti la gestione del servizio idrico integrato”, nonché altre note e delibere ad esso connessi.

Il ricorso si incentrava quindi essenzialmente sulla pretesa del Consorzio Tre Sorgenti di mantenere ancora oggi la gestione dei servizi dei Comuni consorziati, tra cui Grotte, “perché – si legge in sentenza – secondo il Consorzio non sussisterebbe alcun obbligo di legge di cessazione dell’attività e consegna degli impianti al gestore unico, né alcun vincolo derivante a suo carico dagli atti adottati dal Cons. d’Ambito in esecuzione della c.d. legge Galli (36/1994)”.

Girgenti Acque e il Consorzio d’Ambito Agrigento 9 non erano invece dello stesso avviso.

Il Consorzio d’Ambito Agrigento 9 ha infatti eccepito la tardività del ricorso presentato dal Tre Sorgenti, e l’obbligo legale per il Consorzio di riconsegnare glii impianti e le strutture necessarie per la captazione, adduzione e distribuzione delle risorse idriche, nonché il necessario scioglimento del Consorzio Tre Sorgenti. (Scioglimento che sarebbe dovuto avvenire dopo l’approvazione del Piano d’ambito(dicembre 2002) e del programma delle acquisizioni (febbraio 2008).

Girgenti Acque – si legge in sentenza – ha a sua volta eccepito “il difetto di legittimazione del Consorzio (Tre Sorgenti), anche sotto il profilo dell’impossibilità sopravvenuta di realizzare l’oggetto sociale previsto dallo Statuto, evidenziando come , già con l’entrata in vigore della c.d. legge Galli (che ha previsto la cessazione dell’attività dei Consorzi preesistenti nel momento in cui è stato costituito il Consorzio d’Ambito), il Consorzio Tre Sorgenti non sia oggi titolare di alcuna competenza in materia di gestione dei servizi idrici, rimanendo così privo dell’interesse sostanziale da tutelare”.

Potete Immaginare come sia andata a finire?

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile sotto diversi profili.
Per difetto di interesse, atteso che – come si legge in sentenza –

“successivamente all’entrata in vigore della legge n. 36 del 1994… il Consorzio Tre Sorgenti non è più legittimato a svolgere alcuna attività in materia di gestione del servizio idrico… Il Consorzio avrebbe dovuto cessare la propria attività nel momento in cui sono stati delimitati gli ambiti territoriali ottimali e si è costituito il Consorzio d’Ambito… I Comuni che hanno costituito il Consorzio Tre Sorgenti ed il Consorzio stesso… non hanno più alcun titolo che consenta loro di svolgere l’attività di gestione dei servizi di acquedotto, fognatura depurazione ovvero attività strumentali e complementari ad essi.”

Cappotto!Sette a zero e palla al centro, per Girgenti Acque ovviamente.

Piero Castronovo aveva ragione. L’aveva urlato ai 4 venti. Aveva anche richiesto di farlo mettere a verbale, a futura memoria, quel suo intervento con cui esortava tutti gli altri consiglieri di maggioranza a votare la mozione di fuoriuscita del Comune di Grotte dal Tre Sorgenti, e né aveva spiegato le ragioni.
Oggi queste argomentazioni le ritroviamo dentro questa sentenza, con cui viene rigettato il ricorso del Tre Sorgenti.

I giudici sono chiari, molto chiari. Con l’istituzione del Consorzio d’Ambito e l’organizzazione unitaria del servizio idrico sull’intero territorio secondo le modalità previste dalla legge Galli (36/1994), il Tre Sorgenti andava sciolto.

Sono passati più di 10 anni. Possibile che nessun sindaco dei comuni consorziati si sia reso conto della situazione? No, non è possibile.
Negligenza e ignoranza da sole non bastano a giustificare l’atteggiamento degli amministratori che in più di 10 anni hanno omesso di fare ciò che avrebbero dovuto fare: e cioè uscire dal Tre Sorgenti ed evitare di far pagare al Comune di Grotte dei debiti che presto arriveranno.

Non è possibile e vi spieghiamo subito il perché.
Sia l’attuale maggioranza, sia la minoranza consiliare, anche quando erano a parti invertite, erano comunque consapevoli dell’obbligo del Comune di Grotte di consegnare le reti idriche, ed hanno operato infatti secondo legge.
Per il Consorzio Tre Sorgenti, le cose sono invece andate diversamente. Troppe volte, infatti, si è sentito durante le sedute consiliari inveire contro il Tre Sorgenti e chiedere al sindaco p.t. di adoperarsi per la fuoriuscita dallo stesso del nostro comune. Ma inutilmente. Forse perche i sindaci pro-tempore non avevano responsabilità dirette?

Anche un anno fa si è ripetuta la stessa scenetta.
La minoranza consiliare presenta una mozione per la fuoriuscita dal Consorzio, mozione che è stata appoggiata e argomentata dal consigliere Piero Castronovo, e respinta su richiesta dello stesso Sindaco Fantauzzo, che da consigliere aveva invece definito il Tre Sorgenti un “carrozzone mangiasoldi”, ma che da Sindaco non ha esitato ad usare questo Carrozzone, che “va avanti da se, con le regine i suoi fanti i suoi re”, per piazzare un uomo di sua fiducia, facendo anche lui, per la sua parte di responsabilità, “pagare dazio ai grottesi”, con la complicità dei consiglieri di maggioranza, che a parte Castronovo e un assente, hanno tutti votato contro la mozione.

E se Benigni fosse nato a Grotte?

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