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IMPUGNATA LA LEGGE SULL’ACQUA PUBBLICA. PER IL GOVERNO RENZI L’ACQUA E’ MERCE, NON UN DIRITTO



Di il 20 ottobre 2015

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Alla faccia della volontà popolare, alla faccia del referendum, alla faccia dell’acqua come diritto umano universale,  il Governo impugna presso la Corte Costituzionale la legge della Regione Sicilia sull’acqua pubblica (L.R. 19/2015).

Ecco la sintesi testuale del ricorso pubblicato nel sito del governo: http://www.governo.it/Governo/ConsiglioMinistri/dettaglio.asp?d=79513

” Il Consiglio dei Ministri ……..

Legge regionale per la quale si è deliberata l’impugnativa:

   Legge Regione Sicilia n. 19 del 11/08/2015, “Disciplina in materia di risorse idriche”, in quanto numerose disposizioni contrastano con le norme statali di riforma economico sociale in materia di tutela della concorrenza e di tutela dell’ambiente, spesso di derivazione comunitaria, eccedendo in tal modo dai limiti posti alle competenze regionali dall’art. 14, primo comma, dello Statuto speciale della Regione, e violando altresì l’art. 117, secondo comma, lett. e) ed s), Cost., e l’art. 117, primo comma, della Costituzione. In caso di approvazione di una nuova normativa da parte dell’Assemblea regionale siciliana che riveda completamente il testo, il Governo potrà valutare l’opportunità di riesaminare il ricorso.”

Cosa significa che la LR. 19/2015 non tutela la concorrenza?

Allora vuol dire che l’acqua pubblica è una merce da mettere in concorrenza, insomma un bene sui cui guadagnarci o fare affari ?

Ricordiamolo: in mano al privato le tariffe dell’acqua sono in pochi anni raddoppiate, se non triplicate.

Cosa significa che la LR. 19/2015 non tutela l’ambiente?

Forse che le attuali gestioni private garantiscono la tutela dell’ambiente? E’ sotto gli occhi di tutti l’inquinamento causato dagli scarichi fognari, ad esempio del mare costiero agrigentino, nonchè la mancanza o il malfunzionamento dei depuratori.

E poi come la mettiamo con lo Statuto Speciale della Regione Sicilia ove all’art.14 è scritto a chiare lettere: “L’Assemblea, nell’ambito della Regione e nei limiti delle leggi costituzionali dello Stato, senza pregiudizio delle riforme agrarie e industriali deliberate dalla Costituente del popolo italiano, ha la legislazione esclusiva sulle seguenti materie: …..i) acque pubbliche, in quanto non siano oggetto di opere pubbliche di interesse nazionale”.

Ci risiamo.

Il processo di ripubblicizzazione dell’acqua: un vera TELENOVELA.

Il Governo sta ripentendo lo stesso copione di quando ebbe ad impugnare la legge n. 5 del 4 aprile 2014 sull’acqua pubblica del Lazio, ma Regione a statuto ordinario.

Chissà quale fine faranno i bei principi enunciati dalla legge sull’acqua pubblica: “L’acqua è un bene comune naturale e un diritto umano universale. La disponibilità e l’accesso individuale e collettivo all’acqua potabile, in attuazione dei principi costituzionali, sono garantiti in quanto diritti inalienabili e inviolabili della persona”.

Per non parlare poi dell’esito referendario per cui la gestione del servizio idrico “deve essere svolta senza finalità lucrative, persegue finalità di carattere sociale e ambientale“.

Il Governo Renzi nel tutelare la concorrenza, in realtà tutela chi dell’acqua pubblica vuol fare affari.  

SIAMO GOVERNATI DA POLITICI IPOCRITI CHE RAPPRESENTANO SE STESSO E I LOBBISTI.

PREPARIAMOCI A CACCIARLI.

MA INTANTO MOBILITIAMOCI.

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