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La gestione dell’acqua deve tornare al Comune. Nota del M5S Grotte



Di il 8 marzo 2013

La gestione dell’acqua deve tornare al Comune. I referendum vanno rispettati.

Importanti novità in materia di gestione dei servizi idrici comunali sono state introdotte dalla più recente Legge Regionale n.2 del 9/1/2013 (vedi allegato) approvata con il sostanziale apporto dei gruppo del Movimento 5 Stelle presente con 15 deputati all’Assemblea Regionale Siciliana (ARS).

L’acqua è un elemento essenziale della vita, come l’aria, e la sua gestione non deve essere fonte di guadagno da parte speculatori che si arricchiscono in maniera spregiudicata sulla pelle e sui bisogni dei cittadini.

acqua-pubblica

L’art.1 della citata L.R. 2/2013 prevede:
– al comma 1 il riconoscimento dell’acqua quale patrimonio pubblico, considerando  il suo accesso “un diritto umano individuale e collettivo”;
– al comma 4 la messa in liquidazione e quindi la soppressione delle attuali Autorità d’ambito territoriale ottimali;
– al comma 5 il trasferimento ai Comuni, da regolare con successiva legge entro sei mesi, del servizio dell’acqua che potrà essere esercitato in forma singola e associata.

Da diversi decenni a questa parte, in barba alla volontà popolare (vedi i più recenti referendum) la classe politica italiana al potere ha sottratto, e continua a farlo, sovranità e democrazia ai cittadini per trasferirla ai poteri privati che certamente fanno tutt’altro che cercare il bene sociale dei popoli.

L’hanno già fatto con la moneta, con l’alimentazione, con la globalizzazione, con il pareggio di bilancio, con il fiscal drag, con gran parte delle leggi, con  i servizi di rilevanza economica (acqua, rifiuti, trasporti,energia, istruzione).
E’ in atto un processo distruttivo della società a cui occorre porre un argine con la massima urgenza.

Spieghiamo meglio come è organizzata l’attuale gestione dell’acqua.

Come molti di noi ricordano, la rete idrica interna della città di Grotte (comprese le fognature e il depuratore) e le relative bollette erano gestite direttamente e integralmente dal Comune con propri mezzi e dipendenti. Per qualsiasi  intervento (allacci, manutenzione ecc.) il cittadino si rivolgeva direttamente al Comune che ne rispondeva sia in termini di servizi, amministrativi e di consenso politico.

Con la legge Galli del 5 gennaio 1994, n.36 (recepita dalla L.R. 10/1999) e con una successiva , il D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, nei riguardi del servizio idrico, “al fine di garantirne la gestione secondo criteri di efficienza, di efficacia e di economicità”, obbligò gli enti comunali, facenti parte  di un’area territoriale, chiamata Ambito Territoriale Ottimale (ATO) così come individuata dalla Regione, a riunirsi in una particolare forma di cooperazione chiamata Autorità d’Ambito oppure ATO Idrico.

I Comuni pertanto furono chiamati a consegnare le proprie reti interne all’Impresa privata, chiamata Gestore del Servizio Idrico Integrato, cui venne affidato in appalto la gestione di tutti i servizi connessi con l’uso delle risorse idriche, dalla fonte di approvvigionamento alla depurazione, compresa la bollettazione.

Vennero costituiti nella Regione Siciliana n. 9 ATO coincidenti con le Province Regionali. Ma la legge parlava di bacini idrografici e non di territori provinciali! E questa fu la prima anomalia.

Grotte quindi venne incluso nell’ATO della provincia di Agrigento, costituito da 43 Comuni, e la relativa Autorità d’Ambito chiamata A.T.O. AG9, si costituì in forma di consorzio, dotandosi di convenzione e statuto, con deliberazione del Commissario ad acta n. 39/2002.

L’affidamento del servizio venne affidato per 30 anni, tra contestazioni e ricorsi, all’unica partecipante, all’Associazione Temporanea di Imprese Girgenti Acque SpA, costituita tra 13 società.

Sorvoliamo su tutte le vicende che portarono al definitivo affidamento. Ciò nondimeno chi avesse voglia di conoscere la travagliate vicende dell’ATO AG9 vi rimandiamo alla lettura della storia qui allegata.

Quello che si evince da tutto quello che è successo intorno alla costituzione dell’ATO AG9, all’affidamento dell’appalto e alla gestione del servizio è l’avere completamente disatteso l’intento e i principi della Legge istitutiva degli ATO, di non avere fatto gli interessi degli utenti in termini di efficienza e di economicità e di avere totalmente affidato alla mercé di privati speculatori un servizio essenziale.

D’altro canto sindaci, tra cui quello del Comune di Grotte, negli appuntamenti importanti o non facevano valere gli interessi dei cittadini o non si presentavano alle Assemblee d’Ambito.

Conseguenza di tutto ciò, nella totale disinformazione  e sulla testa dei cittadini:

– vennero approvate, a causa della mancanza del numero legale nelle sedute di assemblea dell’ATO AG9, le nuove tariffe idriche vigenti dal 2012 dal Commissario ad Acta che non ha fatto altro che approvare tout court quanto proposto dalla Girgenti Acque, alla quale sono stati accordati l’utile del 7% contro l’esito referendario e la quota fissa determinata in modo arbitrario,  in contrasto con   provvedimenti CIP n. 45 e n. 46 del 1974 prescritti dall’art.7 del D.M. 1 agosto 1996 (metodo normalizzato);

– venne approvato il nuovo regolamento di utenza che ha fatto enormemente lievitare i costi delle spese di allaccio e di manutenzione a carico degli utenti.

Sia l’Amministrazione comunale, sia i consiglieri di maggioranza e di opposizione non si sono degnati di rendere pubblici con manifesti, con riunioni pubbliche, ancor prima della loro approvazione, le nuove tariffe e i regolamenti.

Ben venga quindi la soppressione dell’Autorità d’Ambito ATO AG9 di Agrigento e la nuova gestione affidata direttamente ai Comuni.

Il Movimento 5 Stelle tramite i propri rappresentati all’ARS si attiverà affinché venga approvata la nuova legge di riordino dei servizi idrici finalizzata a rendere pubblica la gestione dell’acqua.
Quanto prima verranno resi pubblici più in dettaglio i maggiori oneri e costi caricati dal Nuovo Regolamento di Utenza e dalle Nuove Tariffe accordati a Girgenti Acque, complici la latitanza dei sindaci e la più totale disinformazione”.

Lillo Chiarenza/M5S Grotte, 8-3-2013

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