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Operazione “Mare nostrum”. Grotte: teatro di Accoglienza o di Speculazione?



Di il 27 marzo 2014

Degli uccellini ci hanno sussurrato che l’Amministrazione Comunale boccone2vorrebbe far mettere le mani di un privato sull’ex “Boccone del Povero“, con lo scopo di destinare tale struttura all’accoglienza dei migranti. Nell’attesa che l’amministrazione smentisca questa notizia o renda pubblica l’idea di realizzare questo progetto, è doveroso fare alcune riflessioni.

Sono veramente tanti i cittadini grottesi che hanno difficoltà ad arrivare a fine mese e sono impossibilitati a pagare le bollette dell’acqua, del gas, della luce. Ogni giorno, per strada, raccogliamo testimonianze di disagio, di disperazione, di ansia per il futuro e per il presente da parte di molti nostri concittadini piegati dalla crisi economica e che a fatica ormai intravedono anche solo la speranza di una via d’uscita da questa situazione.

In molti ci chiedono se ci sembra giusto che lo Stato italiano stanzi milioni di euro per far fronte all’emergenza degli sbarchi sulle nostre coste e paghi 30,00 euro ad un privato o ad una struttura per ogni giorno di ospitalità concessa ad ogni singolo immigrato. E noi non sappiamo cosa rispondere. La risposta non è per niente semplice. Noi rigiriamo queste domande ai nostri amministratori e consiglieri e li invitiamo a riflettere.

Nel mentre possiamo solo aggiungere che le nostre riflessioni scaturite da incontri e dibattiti ci hanno indirizzato ad una soluzione che potrebbe essere una sintesi tra gli interessi in ballo. Da un lato ci sono infatti tanti grottesi che percepiscono un reddito minimo o nessun reddito; dall’altro ci sono invece donne, bambini e uomini che arrivano dal mare e necessitano di assistenza, di cure mediche, di vestiti, di un tetto e di cibo per sfamarsi.

Ecco, affinché tutto ciò non si traduca in una “guerra tra poveri”, affinché la giusta e doverosa accoglienza che un popolo civile dovrebbe dare a gente che fugge dalla fame e dalle guerre non si trasformi in odio per chi cerca aiuto, ma al contrario venga prestata secondo quei valori di amore e carità cristiana, depositati nel dna di ogni siciliano, occorre trovare un compromesso.

Se è vera l’informazione che gli uccellini ci hanno sussurrato e cioè che l’amministrazione di Grotte sta pensando di destinare la struttura ex “Boccone del Povero” all’accoglienza degli immigrati, ben venga questo progetto, se condotto senza SCOPI DI LUCRO e se si traduce nella possibilità di far lavorare padri di famiglia di Grotte, che non percepiscono alcun reddito, individuati secondo criteri di assoluta trasparenza.

Considerato infatti che stiamo parlando di una struttura PUBBLICA, oggi in disuso, sarebbe meglio, a nostro avviso, sia per trasparenza che per logistica, che l’Ente comunale governasse direttamente questo progetto, che potrebbe dare accoglienza a tanti poveri disperati e lavoro ai nostri concittadini. Ma lo ribadiamo: nessun privato, nessuna associazione, nessun ente in qualsiasi forma costituito dovrebbe speculare e ricavare un solo centesimo da questa situazione. Tutto le risorse non strettamente necessarie per la dignitosa e giusta ospitalità che si deve ai migranti, dovrebbero andare ai cittadini di Grotte, sotto forma di redditi lavorativi o di aiuti di altro genere.
Un Comune, anzi della gente che amministra un Comune secondo il modello del buon padre di famiglia, dovrebbe – a nostro avviso – agire ricercando questa sintesi.

Pare che per mettere in uso l’immobile occorrano non più di 300.00,00 euro.
Noi, come Movimento politico, dopo aver informato i nostri rappresentanti in Parlamento e nelle altre istituzioni, vorremmo quindi sollevare una discussione che coinvolga tutti i cittadini di Grotte al fine di farne una proposta concreta da indirizzare all’amministrazione comunale.

Preliminarmente occorre informare i cittadini sul significato e sul senso dell’operazione denominata “Mare Nostrum

Mare nostrum fu originariamente il nome dato dai romani al Mar Mediterraneo

Nel 2012 il termine è stato usato per mostrare la diversità delle culture mediterranee, con particolare attenzione agli scambi e alla cooperazione tra le nazioni del Mediterraneo

In seguito al naufragio di Lampedusa, il governo italiano ha deciso di rafforzare il dispositivo nazionale per il pattugliamento del Canale di Sicilia autorizzando l’operazione “Mare nostrum”,una missione militare ed umanitaria la cui finalità è di prestare soccorso ai migranti prima che possano ripetersi altri tragici eventi nel Mediterraneo

Questa operazione nasce quindi con nobili finalità. Tuttavia, come spesso accade per le vicende italiane, prima si avviano i programmi, le iniziative, le missioni, e solo dopo si pensa ad individuare le risorse per fronteggiare gli impegni presi o ad apprestare l’organizzazione per eseguire gli obblighi assunti e portare a termine le attività.
Ecco quindi che con l’arrivo delle prime barche dal Nord Africa, l’Italia e la Sicilia in particolare, si trovano in una situazione di emergenza: non ci sono infatti strutture e posti a sufficienza per ospitare dignitosamente i migranti. E non è difficile prevedere che appena le condizioni meteorologiche miglioreranno, si avrà un aumento degli sbarchi sulle coste siciliane ed un aggravarsi dell’emergenza.

Lo Stato allora cosa fa? Cosa ha fatto? Ben poco.
Attraverso le Prefetture ha invitato i privati, le associazioni e gli enti che sono in possesso di immobili e di determinati requisiti, a concedere ospitalità, pagando questi soggetti 30,00 euro al giorno per ogni persona ospitata.
E purtroppo come spesso accade l’occasione fa l’uomo ladro.

A noi non sembra giusto speculare su questa emergenza e trattarla come vicenda per fare utili, come un’occasione per imprenditori senza scrupoli di arricchirsi sfruttando le disgrazie altrui. E purtroppo questo sta già accadendo in molte province siciliane dove mercanti di mano d’opera lavorativa hanno addirittura dato vita a nuove forme di schiavismo che condanniamo.

Noi non vorremmo che anche Grotte si faccia palcoscenico di simili scenari. Per cui invitiamo tutti i nostri consiglieri ad una seria riflessione che tenga conto anche delle linee essenziali della proposta su formulata.

Riassumendo brevemente, i concetti che stanno alla base della nostra proposta che ne racchiudono lo spirito devono essere:

  • 1)niente utili d’impresa,
  • 2)niente favoritismi,
  • 3)niente profitti sulla pelle di poveri immigrati e profughi.
  • 4)solo lavoro e accoglienza, realizzando un’opera utile a creare lavoro e indotto in carità cristiana e sviluppando un circuito integrato che coinvolga figure educative, formative e di sostegno.

LINEE ESSENZIALI DELLA PROPOSTA 
Riconvertire l’immobile che era adibito a casa di riposo, oggi abbandonato, a casa di accoglienza per extracomunitari, con gestione pubblica o prevalentemente pubblica, al fine garantire trasparenza ed evitare spreco di risorse, risorse che, peraltro, l’amministrazione comunale ha al suo interno.

2 Responses to Operazione “Mare nostrum”. Grotte: teatro di Accoglienza o di Speculazione?

  1. lillo agnello on 31 marzo 2014 at 18:24

    E’ una buona proposta anche se ritengo difficile che il Comune possa gestirlo in proprio . Non si capisce bene quale sia la somma necessaria per ristrutturare il locale .Per quanto tempo dovrebbe durare questo servizio? Se per poco ,ci sarebbe il rischio che non si riesca ad incamerare la somma anticipata .La soluzione non è senza rischi.

  2. Tina on 22 dicembre 2015 at 15:26

    Codesto articolo è decisamente scritto come si deve, come l’intero blog generalmente.
    Son un vostro lettore, ottimo lavoro.

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