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RIFIUTI: BLOCCATO IL PIANO ARO PER LA RACCOLTA DIFFERENZIATA. IL M5S DENUNCERÀ I RESPONSABILI.



Di il 18 aprile 2015

Noi_ci_rifiutiamo

Chi avesse alimentato speranze per un imminente calo delle bollette, grazie all’auspicato nuovo servizio dei rifiuti da gestire in forma associata da parte dei comuni di Grotte, Racalmuto e Castrofilippo, può mettersi l’animo in pace.

Il cosiddetto Piano di Intervento ARO (Ambito di Raccolta Ottimale), tanto decantato dal Sindaco Fantauzzo, si è miseramente arenato.

Il Consiglio Comunale di Racalmuto, comune capofila dell’associazione ARO “Racalmuto-Grotte-Castrofilippo”, nella seduta del 30/3/2015 ha bocciato inesorabilmente il Piano di Intervento, il piano finanziario, gli schemi bando di gara e disciplinare di gara e capitolato speciale di appalto, con il conseguente blocco dell’attività dell’ARO e il protrarsi del regime di emergenza della gestione con affidamento diretto a ditte private senza gara, tutto ciò in palese violazione della normativa europea in termini di affidamenti diretti e per il mancato raggiungimento delle percentuali minime di raccolta differenziata del 65% (art.205 D. Lgs. 152/2006).

L’incapacità, l’inefficienza e l’incompetenza della nostra classe politica e dirigenziale nel loro complesso non hanno limiti.

E’ vergognoso assistere al fatto che il Piano di Intervento ARO, già in fase molto avanzata, viene decisamente bollato dal Consiglio Comunale di Racalmuto dopo che lo stesso Piano era stato approvato 9 mesi primi dall’Assessorato Regionale Competente.

Il motivo? Il Piano di Intervento era stato adottato dalle Giunte Comunali e non anche dai Consigli Comunali dei comuni associati. Ad esempio la competenza ad approvare il citato Piano, nel caso di Grotte, in base allo Statuto Comunale (art. 8, lettera e), trattandosi di servizi fondamentali (art. 14, comma 28 del D.L.78/2010), era del Consiglio Comunale e non della Giunta. In tal senso si è espresso anche l’Ufficio Legale della presidenza della Regione con parere n.24035/171/11/2014 del 27/11/2015.

Non si comprende quindi come mai l’Assessorato competente con D.D.G. n.1162 in data 25/7/2014 avesse approvato il Piano di Intervento ARO senza la preventiva deliberazione da parte dei Consigli Comunali.

Affidarsi ad un’approvazione a posteriori, dopo un anno di preparativi, è stato un po’ come fare i conti senza l’oste, in questo caso la parte dell’oste l’ha fatto il Consiglio Comunale di Racalmuto, il quale nel bocciare, questo fatto molto grave, il piano ARO, ne ha di fatto sancito la totale cancellazione ancor prima di vedere la luce e, pertanto, sarà forse necessario cominciare da capo.

In soldoni i cittadini continueranno a subire una gestione fallimentare con basse percentuali di raccolta differenziata, la mancata riduzione dei rifiuti, alti costi di gestione, alti costi economici e ambientali per il conferimento in discarica e aumento di in anno in anno delle bollette.

Quale il motivo della bocciatura da parte del Consiglio Comunale di Racalmuto?

Secondo la maggioranza del Consiglio Comunale di Racalmuto il previsto servizio dei rifiuti (raccolte indifferenziata e differenziata porta a porta, spazzamento, lavaggio, conferimento in discarica) da affidare mediante appalto ad una ditta esterna, tenuto conto degli altri oneri gestionali, comporta un risparmio irrisorio rispetto agli attuali costi, mentre risulterebbe più economica la gestione del servizio rifiuti in House Providing, cioè affidandola ad una società partecipata con capitale pubblico che prevede l’utilizzo di mezzi propri e proprie risorse umane da parte dei Comuni associati.

Al di là delle scelte e delle convenienze, il fatto grave è che tali ragionamenti andavano fatti e valutati circa 9 mesi fa e non a Piano di Intervento già abbondantemente avviato.

Su tale argomento comunque, ci ritorneremo in un prossimo articolo.

Intanto i cittadini pagano caro.

Intanto la raccolta differenziata porta a porta non decolla.

Intanto la discarica di Catanzaro continua ad ingrossarsi.

Intanto l’Europa ci sanziona con multe pagate dai cittadini.

Il Movimento 5 Stelle, come già lo sta facendo in altri territori d’Italia, per tali ritardi chiederà alla corte dei Conti la condanna dei responsabili (amministratori e organi elettivi competenti) per danno erariale per l’aggravio di costi dovuti allo smaltimento in discarica e alle multe salate comminate dall’Europa.

I politici non possono giocare con le tasche dei cittadini.

Dovrà finire il tempo di farla sempre franca.

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