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SICILIANI INFINOCCHIATI SULLA GESTIONE PUBBLICA DELL’ACQUA



Di il 5 febbraio 2016

Gestione_Acqua_Sicilia_Menfi

Come già in molti sanno, la legge regionale 19/2015 sulla gestione dell’acqua pubblica, da anni tanto attesa dai siciliani, venne approvata dall’Assemblea Regionale a seguito di istanze popolari, manifestazioni, raccolte di firme, referendum e quant’altro.

La gestione idrica integrata (SII) affidata a delle vere proprie lobby private (es. Girgenti Acque spa) da Autorità d’ambito (ATO IDRICI) costituite da politici e sindaci incapaci di controllare il servizio e tutelare l’utenza, si è rivelata un vero disastro, vuoi per i servizi scadenti, vuoi per le tariffe schizzate alle stelle, vuoi per il caos, come nel caso della provincia di Agrigento, determinato dalla disparità di trattamento tra Comuni dello stesso Ambito.

Ma le finalità, sancite dalla Legge Galli, per cui sono nate le strutture degli ATO, quali tra l’altro efficienza ed economicità, sono state totalmente disattese.

Un fallimento totale!

Ecco perché la popolazione, compresi alcuni sindaci, si è ribellata.

Eppur, nonostante un referendum popolare, manifestazioni e raccolte di firme a non finire, il presidente Crocetta che si è riempito la bocca, durante la campagna elettorale alle regionali, di promesse in favore di una gestione pubblica dell’acqua, rimane quasi impotente e addirittura, ignorando del tutto gli interessi dei siciliani, rinuncia a difendere una legge regionale (L.R. 19/2015), da lui stesso emanata e votata favorevolmente, nei confronti di un ricorso presso la Corte Costituzionale (clicca sul testo integrale del ricorso ) promosso dal Governo Renzi e da esponenti del PD trasformatisi in autentici becchini della gestione pubblica dell’acqua.

Infatti, l’Assessore regionale Contrafatto di area renziana, per conto del Governo Crocetta, ha dichiarato di non costituirsi e di rinunciare a difendere la citata legge regionale.

In detto ricorso, oltre a mettere in discussione la competenza esclusiva statutaria della Regione Siciliana, si insiste, ovviamente tutto a favore degli speculatori e delle lobby, sulla gestione unitaria dell’ATO, sulla rilevanza economica, sulla concorrenza, sul ruolo dell’Autorità (AEEGSI) come se l’acqua fosse una merce, con discutibile richiamo alla normativa di un’Europea antidemocratica, da cui derivano i nostri guai in tutti campi: economico, sociale e dei servizi.

Non si può negare che la L.R. 19/2015 abbia delle incongruenze e che sia perfettibile, ma che il Governo Renzi chieda alla Corte Costituzionale di cassare di fatto l’impianto principale della Legge 19/2015, in quanto proiettato più in favore della gestione pubblica che di quella privata, quasi a voler imporre al popolo siciliano l’Europa degli affari e degli speculatori, non ci convince affatto.

Nel ricorso, il Governo Renzi vuol fare credere ipocritamente che l’impugnativa è finalizzata al supremo interesse dei cittadini, ad una maggiore efficienza del servizio ed ad una economicità delle tariffe, cosa realizzabile soltanto nell’ambito di un regime di concorrenza.

Tutte balle e il contrario di tutto!

La realtà è sotto gli occhi di tutti, da quando nella gestione dei servizi è subentrato il privato (vedi anche rifiuti) le tariffe sono aumentate enormemente, anche il doppio, al punto di indurre i cittadini a divenire morosi incolpevoli e a non poter permettersi l’acqua per i bisogni vitali.

Il Governo Crocetta e i becchini del PD, continuano a rinnegare sfrontatamente la democrazia e le promesse per le quali vennero eletti.

            PIÙ INFINOCCHIATI DI COSÌ!

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