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Tariffe idriche: solo slogan elettorali. Promessa fatta, impegno non mantenuto.



Di il 5 marzo 2014

Quante balle abbiamo dovuto sentire da una classe politica da vent’anni al potere, che continua ancora oggi a raccontarci le favole.

Il mondo gira tutto alla rovescia. Gli elettori votano a maggioranza chi li prende in giro e chi da vent’anni li tartassa con bollette e tasse sempre più care. Quante balle abbiamo dovuto sentire dall’attuale Sindaco e dall’amministrazione in campagna elettorale. Dicevano che si sarebbero spesi per i cittadini, per la rescissione del contratto che ci lega a Girgenti Acque. Dicevano che avrebbero ingaggiato un pool di avvocati per risolvere la questione. Di avvocati che lottano per i diritti dei cittadini grottesi e per tariffe idriche più eque, ad oggi, nessuna traccia. Di sindaci che, al di là dei facili proclami, ingaggiano lotte serie contro il Gestore che da anni tartassa la gente con le bollette dell’acqua più care d’Italia, neanche l’ombra. Viviamo in un sistema marcio anche per la complicità o l’indifferenza di chi si è succeduto alla guida del Palazzo comunale, per fare i nostri interessi.

Assistiamo ad una politica insignificante, votata eslcusivamente ai clientelismi e che, per assegnare un posticino a chi ha portato qualche voto al Sindaco di turno, non si preoccupa minimamente di continuare a tenere in piedi un carrozzone mangiasoldi per le casse del Comune, come il Consorzio Acquedottistico Tre Sorgenti, ente oggi privo di qualsiasi utilità.PicMonkey-Collage4-650x313

Ormai è chiaro a tutti che questo sistema funziona esattamente al contrario rispetto a quanto prevede la legge.

  • – L’Autorità d’Ambito (ATO IDRICO AG9) che non ha garantito una gestione del servizio idrico integrato secondo criteri di efficienza, di efficacia e di economicità (Art. 9 Legge Galli n.36/1994 e art. 14 D. Lgs. 152/2006).
  • – Sindaci e Presidenti della Provincia Regionale di Agrigento, componenti dell’ATO IDRICO AG 9, che di fatto non hanno esercitato un efficace “controllo del servizio idrico integrato …. con lo scopo di tutelare l’interesse degli utenti dei servizi idrici integrati nei confronti del soggetto gestore” (art. 4, comma 3 dello Statuto).  
  • – La proposta di legge di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione del servizio idrico in Sicilia, presentata il 03/03/2010 alla Regione per conto di 135 Consigli Comunali della Sicilia e della Provincia Regionale di Messina, corredata poi da 34.964 firme certificate, che il presidente dell’Assemblea Regionale Ardizzone non iscrive al primo punto dell’ordine del giorno della prima seduta dell’Assemblea regionale, essendo già trascorsi sei mesi dall’assegnazione alla IV Commissione (art. 40, comma 4  L.R. 1/2004).
  • – I vari disegni di legge,  tutti volti al ritorno della gestione pubblica dell’acqua, scavalcati in IV Commissione dell’ARS dal disegno di legge presentato dal Governo Regionale, che mantiene la possibilità che si continui o si inizi una gestione privata del Servizio Idrico Integrato in Sicilia, in netto contrasto con gli  annunci elettorali del Presidente Crocetta.
  • – La promessa ancora non mantenuta del Presidente Crocetta, che in una manifestazione elettorale a Palermo, nell’ottobre 2012, ebbe a dire: “Via gli ATO dalla Sicilia, organi parassitari che hanno triplicato i costi dei servizi e creato problemi spaventosi ai cittadini che, a fronte di una peggiore qualità dei servizi, hanno dovuto pagare balzelli incredibili. Il servizio dei rifiuti deve tornare ai Comuni, mentre l’acqua, diritto fondamentale dell’uomo, deve essere pubblica, prevedendo tariffe sociali con un quantitativo minimo assegnato alle fasce deboli”. Balle!
  • – La mancata attuazione della L.R. 2/2013 secondo cui con una successiva legge regionale le funzioni delle Autorità d’ambito sarebbero state trasferite ai Comuni in forma singola o associata. Ancora il nulla!
  • – L’operato dei sindaci dell’agrigentino e dei Presidenti della provincia Regionale di Agrigento, facenti parte del Consorzio d’Ambito ATO AG9, grazie al quale gli utenti idrici dell’agrigentino sotto la gestione di Girgenti Acque pagano le tariffe più care d’Italia.
  • – L’Autorità per l’Energia, il Gas e l’Elettricità (AEEG), oggi anche del Sistema Idrico, che anziché dare prova di tutelare gli interessi dei consumatori, verificare la legittimità delle esose tariffe accordate a Girgenti Acque dall’ATO AG9 per gli anni 2012 e 2013, a quanto pare, le mantiene  e si accinge con ogni probabilità ad aumentarle per il 2014 e 2015. Non solo.
  • – L’ AEEG prevede per gli anni 2014 e 2015 l’istituzione, in aggiunta alla quota fissa per il consumo, una quota fissa anche per il canone di depurazione e il canone della fognatura e, come se non bastasse, nella tariffa verrà inclusa un quota per la morosità, nel senso che viene caricato a chi già paga il non riscosso da parte dagli utenti morosi. Che bravi! 

Questo è l’operato della nostra classe politica che ci governa, di chi dovrebbe tutelare gli interessi degli utenti, dell’Autorità d’Ambito, dell’AEEG, che colpevolmente ignoranola grave disparità tra comuni dell’agrigentino che hanno consegnato le reti e altri che non l’hanno fatto.

I CITTADINI SONO LASCIATI SOLI E PRIVI DI UNA QUALUNQUE DIFESA  CONTRO LE LOBBY  DA PARTE DI CHI HA IL DOVERE DI DIFENDERLI.

Quindi a che serve l’Autorità d’Ambito, peraltro soppressa e in liquidazione,  A che cosa serve l’AUTORITA’ del sistema idrico AEEG, della cui indipendenza dubitiamo moltissimo, visto che componenti sono di esclusiva nomina politica.

Ai cittadini per difendersi non rimane altro che rivolgersi alla giustizia, a sua volta lenta e costosa. Ma anche qui le cose si mettono male.

Come farà un normale cittadino a capire o contestare le tariffe approvate dalle Autorità, quando i criteri per la relativa formazione sono descritti nelle Deliberazioni dell’AEEG in forma accademicamente astrusa e non trasparente, accessibile alla comprensione soltanto di pochissimi specialisti in materia.

Per avere un’idea di tale astrusità, basta dare un’occhiata alla recente, arzigogolata e sibillina Deliberazione 27/12/2013 n.643/2013/R/Idr dell’AEEG “Approvazione del metodo tariffario idrico e delle disposizioni di completamento”, che tanto sta facendo discutere in questi giorni per gli aumenti in vista per il 2014 e 2015 e il mantenimento delle contestate tariffe 2012 e 2013.

Alla faccia della trasparenza tanto sbandierata dalle leggi.

La nostra classe politica al potere in tutti questi anni non ha fatto altro che affidare i servizi alle grandi lobby economiche, non ha avuto pietà del cittadino abbandonato, costretto a file interminabili e far casino con il gestore idrico, senza altra alternativa che rivolgersi al giudice per ogni bolletta che gli arriva, a non riuscire a pagare le salatissime bollette, costretto a subire il distacco del servizio per incolpevole morosità.

Per non parlare poi delle bollette poco trasparenti con cui il Girgenti Acque pretende il pagamento di somme attraverso discutibili meccanismi di distribuzione delle fasce e addebitando quote sulla fognatura e sul depuratore, seppur inesistenti, dei mancati controlli sul funzionamento dei depuratori, sui distacchi senza preavviso.

L’unica maniera per tentare di risolvere i problemi del caro acqua e’ mandare a casa la classe politica dirigente attuale, madre degli ATO IDRICI, dell’autorità dell’acquache difendono, gli interessi di lobby  private, fregandosene altamente degli interessi dei cittadini e dei referendum.

In democrazia la vera rivoluzione si fa dentro le urne.

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