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TASI: CELEBRATI IN CONSIGLIO COMUNALE I FUNERALI DELL’ECONOMIA GROTTESE



Di il 10 settembre 2014

ragusa tasi

Non siamo a Ragusa con l’amministrazione comunale a 5 stelle.

Purtroppo siamo a Grotte e qui le cose si mettono male.

Nella seduta del 8/9/2014 il Consiglio Comunale di Grotte nell’approvare il nuovo balzello TASI (tassa servizi indivisibili) ha sferrato l’ultimo colpo mortale ai contribuenti celebrando il funerale dell’ormai defunta economia di Grotte.

Una vera mattanza fiscale, che nel medio termine trasformerà ineluttabilmente il comune di Grotte dal punto di vista economico e occupazionale in un luogo spettrale.

Consiglieri comunali di maggioranza e amministratori si sono mostrati di fatto alquanto preoccupati solo di pareggiare il bilancio e quindi di garantire le casse comunali con nuove tasse, senza forse rendersi conto che mettere tasse insostenibili significa togliere il pane ai cittadini e abbassare i consumi. Copiose lacrime di coccodrillo invece per l’amaro destino riservato a chi non lavora nella pubblica amministrazione, ai pensionati al minimo, ai disoccupati, ai nuovi poveri tra le cui file, ahinoi, troviamo commercianti, agricoltori, artigiani, professionisti, giovani e meno giovani in cerca di lavoro.

Tale atteggiamento si è appalesato in tutta la sua drammaticità quando un consigliere di minoranza, nel proporre di rivedere i premi concessi a taluni dipendenti comunali, è stato immediatamente tacciato da un consigliere di maggioranza di voler togliere il pane ai dipendenti comunali.

E’ questo il clima che si respira: usare le tasche dei cittadini come bancomat per le spese comunali.

Per l’amministrazione è prioritario salvaguardare gli introiti comunali, agitando, come da antico copione, il solito spauracchio del dissesto e delle tasse portate ai massimi (ma già sono quasi al massimo!). Ma oggi le cose stanno diversamente, in dissesto economico ci sono i cittadini bisognosi e non il Comune.

Ma se il Comune contribuisce a portare alla povertà i cittadini, da cui trae linfa per le proprie casse, come può sperare di vivere a lungo?. Il fallimento dell’Italia è già una triste realtà, il danno è ormai fatto. E’ in atto un disastroso processo inarrestabile e irreversibile che investirà la sopravvivenza economica dei comuni, non esclusa la nostra comunità. Già sono evidenti i segni, basta guardarsi intorno.

Anche il Consiglio Comunale di Grotte è stato chiamato ad acuire tale processo e che su internet viene diffuso con l’ hashtag #tassedopotasse.

Mentre la gente fuori è angosciata, nella seduta del consiglio comunale del 8/9/2014 si è assistito ad un interminabile monologo di inutili divagazioni durato quasi due ore sino all’arrivo, allo scoccare della mezzanotte, di babbo natale con il pacco doni infarcito di regali: un doppio gettone per i consiglieri comunali e una giornata di assenza dal lavoro. Pochi minuti di discussione invece dedicati alle nuove tasse e ai relativi regolamenti che sono stati approvati in tutta fretta. I consiglieri, al solito come in questi casi, hanno dimostrato superficiale conoscenza di ciò che andavano a deliberare, in altre parole, scarsa attenzione alle tasche dei cittadini e alle conseguenze socio-economiche delle scelte fatte.

Tragicomico è stato anche l’atteggiamento dei consiglieri che profondamente costernati per le maggiori tasse approvate (da far invidia alla lacrimevole Fornero) si strappavano le vesti, mentre, escluso il Presidente del Consiglio, si portavano a casa complessivamente un secondo gettone di presenza pari a 350 € e passa. Alla faccia degli annunciati risparmi. Eppure un attimo prima amministratori e consiglieri mettevano a disposizione per il futuro parte delle loro indennità o gettoni per abbassare l’aliquota della TASI per la prima abitazione. Vedremo.

Ecco cosa hanno approvato in sintesi.

Per la prima abitazione la TASI è stata fissata all’1.5 per mille senza detrazioni. Questo significa che verranno per la prima volta disturbati fiscalmente i proprietari di prime abitazioni con modeste rendite catastali, costretti a versare esigue cifre di poche decine di euro, mentre i proprietari di prime abitazioni di maggiore valore catastale pagheranno molto meno rispetto al 2012. Non si esclude che piccoli proprietari da sempre esentati, omettano da quest’anno di pagare la TASI, esponendosi fra qualche anno ad accertamenti con salate sanzioni.

Per le seconde case la TASI è stata fissata al 2 per mille. Considerato che le stesse sono già tassate con l’IMU al 8.6 per mille, la tassa complessiva da pagare IMU+TASI eguaglia il massimo (10.6 per mille) prescritto dalla legge. Una mazzata per il mercato immobiliare, in particolare per il centro storico, ove insiste la gran parte di vecchie case sfitte, tassate come seconde case alle aliquote massime al punto di non essere più commerciabili e neanche convenienti ad acquisirle per donazione. Ci sarà poco interesse a costruire e a ristrutturare. Risultato: assenza di oneri concessori per il comune, maestranze e tecnici a spasso, emorragia demografica e il centro storico che cade a pezzi.

Chissà quando verrà il dies irae (il giorno dell’ira) per il popolo vessato e ridotto alla fame in cui celebrare il funerale a questo sistema di classe politica fallimentare che ha portato alla catastrofe economica l’Italia.

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